Un Italiano in Svezia

14 ottobre 2009

Test H.I.V.

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Ieri ho avuto la mia prima esperienza con l’apparato sanitario svedese.
Sono andato infatti a fare (come già facevo regolarmente in Italia) il test per l’H.I.V., da cui, visto il mio atteggiamento generale, non mi aspetto – in realtà – alcuna sorpresa.

L’unico vero aspetto negativo di tutta la storia è che non sono riuscito a trovare un modo di fare il test in maniera anonima. Sembra che qui lo si debba fare per forza di cose con nome e cognome.
La cosa, per me, non è assolutamente un problema: in realtà avevo paura che, non essendo ancora in regola con la burocrazia, ci potessero essere lungaggini e menate, e per questo volevo optare per la soluzione anonima.
Ma non solo non c’è stato alcun problema, tutto è stato molto veloce e ben organizzato: è chiaro che qui la questione è infatti molto sentita.

Mi è bastato recarmi a Sesam City (il centro dedicato alle malattie infettive) e presentare la tessera sanitaria europea: mi è stato assegnato una sorta di personnumer temporaneo (valido solo per questioni sanitarie), e, nel giro di pochi minuti, ho potuto effettuare i test.

L’infermiera che si è occupata dei prelievi mi ha fra l’altro cortesemente “invitato” (insomma, era chiaro che ci teneva) a fare anche i test per Clamidia, Gonorrea (ouch!) e Sifilide. Nessun problema da parte mia.

In particolare mi è stato spiegato che la Clamidia è il problema più grosso in Svezia, parecchio diffuso fra la popolazione giovanile. In realtà, nel 99% dei casi, sembrerebbe essere nulla più che una grossa scocciatura, ma è sempre meglio tenerla d’occhio.
Parlandone in seguito con una persona, si è dimostrata molto sorpresa del fatto che sapessi così poco della questione: in Svezia la questione Clamidia è molto presente nelle lezioni di educazione sessuale a scuola, già da parecchi decenni a questa parte. Inutile stare a spiegare che, nella Repubblica Italiana del Vaticano, l’educazione sessuale è una materia praticamente inesistente (volete mettere quanto sia più importante l’insegnamento della religione cattolica?).

Comunque, ho effettuato velocemente i test (due prelievi del sangue per HIV e Sifilide; analisi urine per la Clamidia; prelievo di una parte di tessuto dell’uretra per la Gonorrea), e, nel giro di una settimana, mi basterà presentarmi nello stesso posto (con documento e quella specie di personnumer) per avere i risultati in forma scritta. In alternativa posso telefonare al numero che mi è stato dato, e loro mi richiameranno al mio numero (quello che gli ho fornito al momento dell’esame) per fornirmi, a voce, le informazioni. Inoltre, nella malaugurata ipotesi dovesse risultare qualcosa, mi chiameranno loro prima della fine della settimana, così che possa andare in ambulatorio ed iniziare immediatamente le terapie del caso.

La cosa mi porta anche ad accennare brevemente  alla “mutua” svedese: non conosco tutti i dettagli, ma anche se il sistema ambulatoriale pare essere parecchio efficiente, la cassa malattia sembra essere meno efficiente che da noi: qui, se ti ammali, non prendi una lira (né una corona) in busta paga alla fine del mese. Devi aspettare che i soldi ti vengano corrisposti dallo stato, e possono volerci anche tre mesi o più.
In compenso, sembra che tu possa autodichiararti malato per una settimana senza bisogno di alcun certificato medico: solo a quel punto sarà necessario andare dal dottore e farsi dare il pezzo di carta…

24 settembre 2009

Meglio di Maradona!

Archiviato in: Uncategorized — insvezia @ 19:41
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Metto temporaneamente da parte le mie disavventure, per raccontarvi come viene vissuto il calcio da queste parti.

Abituati alle polemiche, al modo di intendere il baraccone che abbiamo noi, qui è tutto decisamente più rilassato e tranquillo. Ma, contrariamente a quanto si possa pensare in Italia, il calcio è comunque popolare e parecchio seguito: è vero che ci sono altri sport (come l’hockey su ghiaccio) che gli fanno concorrenza e sono altrettanto amati, ma comunque il fotboll è regolarmente sulla bocca della gente, in particolare quando gioca la nazionale. Anche le donne ne sono molto appassionate, e non è un caso che qui il calcio femminile vada alla grande.

A monopolizzare l’attenzione, però, non sono tanto le vicissitudini della comunque seguitissima Allsvenskan (la Serie A locale), ma qualcosa di più “grande”.
Per intenderci: lunedi si gioca un importante derby di Stoccolma (fra IFK e Djurgården)…  e sappiamo benissimo cosa vorrebbe dire una cosa del genere in Italia. E invece qui, a cosa dedica la prima pagina e il servizio principale Sportbladet, la “Gazzetta dello Sport” (persino il colore hanno copiato) locale?

Ma a lui, ovviamente, a ZLATAN!

Zlatan (nessuno qui lo chiama Ibrahimovic o Ibra. È Zlatan, come se fosse un parente o un amico di famiglia) è un vero e proprio fenomeno di costume.
Le sue partite sono seguitissime, ci sono famiglie che organizzano addirittura dei viaggi in sud Europa per vederlo giocare.
Il suo trasferimento dall’Inter al Barcelona è stato accolto con un momento di esaltazione nazionale, perché finalmente Zlatan avrebbe giocato in un top team, all’altezza della sua fama e del suo valore.

L’obiettività nei suoi confronti non è proprio tantissima, come si può capire anche dai titoloni di Sportbladet :D

Insomma… Zlatan ha un po’ fatto perdere la testa a questi Svedesi: un paio d’anni fa un tipo in un pub mi stava piantando un sermone su come la Svezia sia, nel calcio, molto più forte dell’Italia, dato che hanno Zlatan. Mi è bastato chiedergli chi fossero i campioni del mondo in carica per azzittirlo! ;-)

22 settembre 2009

Scazzo

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A volte mi faccio davvero prendere dalla pigrizia nello scrivere, e non mi rendo conto di quanto tempo passa fra un update e l’altro. :-D

Fondamentalmente la situazione è rimasta sempre la stessa: mi è saltata definitivamente la pratica del Personnummer. David si è rifiutato di autorizzare la mia registrazione, perché, dice, questo gli avrebbe creato potenziali problemi col padrone di casa, con il rischio di vedere annullato il contratto d’affitto.

La cosa mi ha sconfortato abbastanza, e questo è il motivo principale per cui avevo poca voglia di scrivere: ho letteralmente perso sei settimane per nulla…

David, nel frattempo, mi ha spiegato anche del nuovo appartamento, quello prospettato nello scambio. È nella zona sud di Stoccolma, ha due stanze anziché una, è comunque vicino alla metro e col posteggio libero. Entro questo fine settimana dovrei sapere se lo scambio va in porto oppure no.

A questo punto non mi resta che aspettare e vedere: se la cosa va in porto, e mi posso registrare nel nuovo appartamento, tanto di guadagnato. Se la cosa non va in porto, l’ipotesi più probabile è che mi cerchi un altro appartamento.
Ho un alternativa: un’amica mi ha proposto di registrarmi temporaneamente a casa sua… il problema è che abita a circa tre ore da Stoccolma, e la cosa non è proprio il massimo.

È saltata definitivamente l’ipotesi di andare a condividere l’appartamento con un’amica: la gentile donzella si è rivelata, e mi contengo, poco affidabile.

Per il resto, dopo il tempo pazzo di fine agosto-inizio settembre, Stoccolma è tornata ad essere bellissima. Ci sono state delle giornate con un tempo splendido. Negli ultimi giorni è tornato il coperto, ma, almeno, è tutto più regolare.

In settimana faccio un salto da Adecco o Manpower. Aspettavo il Personnummer per fare qualunque cosa, ma, a questo punto, provo a vedere cosa riesco a fare senza.

Per il resto ho iniziato la seconda parte del corso di Svedese. Prometto che entro un paio di giorni vi delizierò con un post sulle curiosità in tal senso.

6 settembre 2009

Autunno

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L’autunno comincerà ufficialmente alla fine del mese, ma qui l’ufficialità non coincide esattamente con la realtà.

L’estate è finita, la temperatura si è abbassata notevolmente (anche se, nei momenti di bel tempo, si sta bene comunque), il clima cambia costantemente ma è spesso umido e piovoso, la sera bisogna cominciare a coprirsi quando si esce.

Questo è il periodo dell’anno in cui Stoccolma è meno intrigante che mai: manca la componente esotica delle giornate lunghe (ormai la durata è praticamente normale), manca il fascino dell’inverno, e il tempo non mette di buon umore.

È solo una fase temporanea: Stoccolma, mi si dice, è, per certi versi, una città quasi fortunata rispetto alle città del sud come Malmö e Göteborg, dove magari fa più caldo e la stagione bella dura di più, ma, nel corso dell’anno, c’è un clima decisamente più “inglese”, piovoso e umido.

Personalmente spero che arrivi in fretta il solstizio: a quel punto le giornate si cominceranno ad accorciare (no, il buio non mi crea grossi problemi) e arriverà la decisamente più affascinante stagione invernale, decisamente magica con l’approssimarsi del Natale.

Però, per carità, non ci lamentiamo troppo: anche in queste giornate qui capita davvero di ritrovarsi con degli scorci davvero notevoli.

IMG_0472

Slussen

Infine una divertente considerazione. È difficile trovare un popolo tanto ligio alle regole di comportamento quanto gli svedesi. È però bello notare che, ogni tanto, qualche piccolo strappo se lo concedono anche loro! ;)

Inutile che vi traduca il cartello, vero?

Inutile che vi traduca il cartello, vero?

4 settembre 2009

Personnummer, di nuovo

Archiviato in: Uncategorized — insvezia @ 15:36
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Oggi è arrivata una lettera da Skatteverket: ero convinto che fosse, finalmente, il Personnummer, invece era una richiesta inviata a David (il titolare del contratto dell’appartamento) perché confermi che effettivamente abito qui.

Ho mandato un sms a David chiedendogli se ci possiamo vedere, ma mi ha detto che è via per il weekend e che potrebbero esserci dei problemi perché “non posso essere registrato in quest’indirizzo” (quando avevo chiesto sembrava fosse tutto ok, non so se la cosa è dovuta allo scambio di contratto che ha in mente di fare). Mi richiamerà martedi quando torna dalla Russia e cercheremo di chiarire la cosa.

A proposito dello scambio di contratti, appunto, la cosa è più complicata di quanto non sembrasse: è uno scambio a tre, quindi c’è ancora una persona che deve vedere un altro appartamento (la settimana prossima) e, se sono tutti d’accordo, si potrà procedere con la “rotazione”.

A me non resta che aspettare. A questo punto, però, la prospettiva di andare a condividere un appartamento con l’amica che me l’ha chiesto si fa più seria.

1 settembre 2009

Piccola rottura di…

Archiviato in: Uncategorized — insvezia @ 11:01
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Ieri mi ha mandato un SMS David, il titolare del contratto di affitto dell’appartamento.
Sta cercando di scambiarlo con un altro e domani (mercoledì) dovrebbe venire una persona a vederlo.
David mi aveva già anticipato questa cosa (ovvero che voleva cambiare l’appartamento, premettendo che sarei potuto andare a stare nel nuovo), ma, sinceramente, pensavo/speravo che ciò sarebbe avvenuto più avanti, verso novembre.
Se lo scambio andrà in porto, adesso non solo mi aspetta un trasloco, non solo mi dispiacerà abbandonare un posto in cui mi ero acclimatato in fretta, ma entrerà anche in gioco una certa incertezza.
Non so, infatti, che tipo di alloggio stia cercando David e in quale area della città. Quello in cui vivo adesso è davvero comodissimo, in una zona verde, a due passi dalla metro, con connessione internet in fibra e (cosa da non trascurare) con il posteggio gratuito sotto casa.
Se lo scambio attuale non dovesse andare in porto (come spero) sto valutando l’ipotesi di offrire dei soldi a David per rilevare il contratto, sperando che accetti. Il problema è che, per fare ciò, devo comunque avere il personnummer, che ancora non arriva.
Come possibile alternativa, ho un’amica che si trasferisce da Malmö a Stoccolma e che mi ha chiesto se sono disposto a dividere un appartamento a due camere con lei. Essendo lei a posto coi documenti potremmo anche provare a rilevare un affitto di prima mano, ovviamente sempre pagando. Però, quantomeno, potremmo sceglierci il posto.
A questo punto non mi resta che aspettare e vedere che succede.
Quel che è certo è che oggi pomeriggio e (forse) domani mattina dovrò mettermi a lavorare sull’appartamento per renderlo più presentabile di quanto non sia al momento :D

30 agosto 2009

Non sai mai come vestirti…

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Piccolo aggiornamento veloce.

In Italia capita spesso di sentire la gente lamentarsi perché il tempo cambia spesso, soprattutto al cambio di stagione, fra una giornata e l’altra.

Qui spesso cambia continuamente nel corso di una stessa giornata. Cielo coperto (e la temperatura si abbassa notevolmente), pioggia, fine della pioggia, sole (e ti devi mettere in maniche corte), ritornano le nuvole, etc. etc. Più volte nel corso della stessa giornata.

Quando c’è il sole fa appunto caldo… anche la sera non ci sono troppi problemi a girare in maniche corte, a meno che non si alzi il vento. Ma quando si annuvola tutto, sono necessarie le maniche lunghe se non la giacca.

A volte mi sento un cretino, perché vado in giro col mio impermeabile western in pieno sole (ormai ero uscito di casa così), il più delle volte ho sempre la maglia a maniche lunghe nello zaino. Non si sa mai! :D

29 agosto 2009

Il corso

Archiviato in: Uncategorized — insvezia @ 12:36
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Come ho già detto, lunedì ho iniziato il mio corso di svedese presso la Folk Universetet.
È un corso privato, a pagamento e decisamente costoso (poco meno di 500 euro solo per la parte “A1″, la prima di sei), ma probabilmente l’unico modo, in questo momento, per fare una full immersion nella lingua.
Io ho deciso di fare la versione intensiva (ne esiste anche una ultraintensiva), che consiste in 5 lezioni alla settimana da due ore l’una, più un quarto d’ora di pausa. Durata totale, quattro settimane.
A frequentarlo siamo, se non ricordo male, in 14 persone, provenienti letteralmente da tutto il mondo: Italia (siamo in due), Iran, Khazakistan, Ukraina, Tailandia, Ungheria, Messico, Olanda, Kuwait, Belgio, Russia, Germania, Giappone.

L’ambiente è amichevole, e direi che, tutto sommato, siamo un buon gruppo. Nota di merito per la nostra insegnante Paula, che è davvero brava e simpatica.

Il corso è sicuramente intenso e faticoso: andare a lezione ogni giorno e poi dover dedicare almeno un’altra ora a ripassare, impazzire sull’irregolatissima pronuncia, e fare i compiti è sicuramente cosa impegnativa. Anche per i disoccupati come me. :-)

La Folk, a livello di strutture, mi sembra un’ottima scuola, anche se ne ho potuto vedere solo una piccola parte. Validissimo il bar/mensa dove si possono mangiare prodotti organici a prezzi contenuti.

Per il futuro, conto di fare anche l’A2 e poi di mettermi a posto col permesso di soggiorno per seguire i corsi gratuiti statali, sicuramente meno validi ma decisamente più alla mia portata. Prossimamente vi aggiornerò sui miei progressi con la lingua, soprattutto al riguardo delle sconvolgenti acrobazie di pronuncia, sicuramente l’ostacolo più grosso per chi vuole imparare lo svedese.

Per il resto la vita prosegue regolari: mi è giunta però voce che la Swedbank permette di aprire un conto (non quelli online, però) anche senza avere il Personummer. È probabile che lunedi faccia un salto alla filiale di Brommaplan per verificare che sia effettivamente così…

26 agosto 2009

Aggiornamento

Archiviato in: Uncategorized — insvezia @ 20:41
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Se qualcuno si sta preoccupando per la mia assenza, ci tengo subito a dirvi che sono vivo e sto bene!

Queste ultime due settimane sono passate senza troppi scossoni e mi sono quindi fatto prendere da una certa pigrizia nello scrivere: sono ancora in attesa del Personnummer, cosa che mi ha un po’ bloccato dal fare quasi qualunque cosa, e nulla di veramente interessante è successo fino a lunedi, giorno in cui ho iniziato il mio corso di svedese presso la Folk Universetet.

Nel frattempo ho iniziato ad andare in piscina, per fare la fisioterapia in acqua che mi serve per evitare troppi problemi ad un ginocchio un po’ malandato.

L’impianto è quello di Åkeshov, a due fermate di Tunnelbana rispetto a dove abito io. Finora, però, ci sono andato quasi sempre in macchina: visto che non avevo ancora fatto l’abbonamento mensile della metro (ci ho pensato lunedi) mi veniva più economico fare così.

La struttura è decisamente valida: oltre alla piscina, relativamente piccola ma comunque ben equipaggiata e pulita, contiene anche una palestra con attrezzature ginniche moderne.

Rispetto alle piscine italiane mi hanno colpito una serie di fattori:

  • il silenzio (tranne quando ci sono i bambini, chiaramente)
  • la differente concezione di igiene: nessun obbligo di indossare la cuffia, tutti che camminano completamente scalzi e senza ciabatte, dagli spogliatoi – dove non si può entrare con le scarpe – alle docce, alla sauna (sì, cosa meravigliosa, c’è la sauna interna!) fino al bordo della piscina. Nonostante ciò, nessuna sensazione di sporco, sarà che vedi passare gli inservienti a più riprese.
  • soprattutto, la differente libertà mentale. In alcune piscine italiane ti obbligano addirittura ad indossare il costume mentre fai la doccia… se lo facessi qui ti guarderebbero come un alieno. Ma la cosa davvero impensabile, per noi, è la questione bambini. Qui i papà si portano senza problemi i figli piccoli, maschi e femmine, negli spogliatoi e nelle docce maschili. E se, di primo acchito, fare la doccia nudo al fianco di una bimba in età prescolare ti crea un minimo di imbarazzo, per via di quello che ci “insegnano” da noi… appena ci pensi un attimo ti rendi conto che è la cosa più normale di questo mondo, e di quanti inutili bigottismi abbiamo dalle nostre parti.

Nei prossimi giorni (se riesco, domani o dopo) vi parlerò del corso di svedese, nel frattempo vi delizio con una chicca: oggi, al supermercato ICA sotto casa, ho visto una cosa talmente stupida che non ho potuto esimermi, nonostante le mie promesse, dal comprarla e provarla al volo. :D

La Pizza al Kebab di ICA

La Pizza al Kebab di ICA!

Boh, devo dire che, nonostante i timori, è stata decisamente meno peggio di quanto pensassi… l’impasto non era peggiore di quello di una qualunque pizza congelata che puoi comprare in un supermercato italiano, e gli ingredienti del Kebab erano discreti.

Prima o poi dovrò venire meno al mio credo, e provare effettivamente a mangiare una vera pizza da queste parti. La settimana scorsa, gironzolando alla ricerca di un posto dove vedere Genoa – Odense, sono capitato al Cafè dello Sport gestito da un ragazzo palermitano di nome Toni. Mi ha assicurato che suo fratello fa la migliore pizza della città, quindi è possibile che, una sera, faccia un salto lì.

Tornando a cose meno facete, le giornate si stanno decisamente accorciando: il sole sorge ancora prestino (prima delle sei, presumo)  e tramonta ancora dopo che in Italia, ma la luminosità di un mese fa è giù un ricordo. Fra un mese scarso ci sarà l’equinozio, quindi la situazione sarà praticamente identica a quella dello stivale.

In compenso è degna di nota la costante mutevolezza del tempo in questo periodo: si passa più volte dalla pioggia (anche abbondante, come oggi) al sole nell’ambito della stessa giornata, con notevoli escursioni termiche. Per la serie “non sai mai come vestirti”…

11 agosto 2009

Personnummer

Archiviato in: Uncategorized — insvezia @ 21:47
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Oggi sono andato in Skatteverket (gli “uffici fiscali”) per richiedere il mio codice fiscale (personnummer) svedese, necessario praticamente per qualunque operazione. So che, per soggiorni brevi, si può chiedere un codice temporaneo, ma la signora al banco delle informazioni (glaciale, ma esaustiva), mi ha consigliato di richiederne comunque uno definitivo.

Quello che mi ha davvero colpito è stato l’ufficio: un salone enorme di fronte alla Stazione Centrale (è la sede principale, ma ce ne sono altre in città), con tantissimi sportelli aperti nonostante un flusso di gente non particolarmente consistente. Insomma, non avevo fatto in tempo a compilare il modulo di adesione (molto semplice) che era già il mio turno. La signora al banco, lei molto cordiale, ha fatto velocemente il suo lavoro: una fotocopia del passaporto, un controllo veloce del modulo compilato e in un minuto avevo già finito. Questo non vuol dire, però, che io abbia già il mio codice fiscale: purtroppo i tempi sono lunghini e bisogna aspettare circa quattro settimane. Dovrò, quindi, rimandare l’apertura del mio conto in banca….

Oggi ho ricevuto un e-mail dalla Folkuniversitetet: sono stato messo in lista d’attesa per il corso di svedese cui mi sono iscritto (non mi è chiaro se sia pieno, o se, semplicemente, stiano aspettando di avere abbastanza persone). Questa sera ho mandato una mail per dare la disponibilità ad uno spostamento di orario per il corso del mattino (avevo scelto quello del primo pomeriggio), vedremo cosa mi rispondono.

Asciugatrice e lavatrice

Asciugatrice e lavatrice

Pomeriggio mi sono finalmente lanciato nell’avventura del bucato “condominiale”. La prima sorpresa è stata il fatto che anche l’asciugatrice è stata sostituita da una nuova di zecca, al posto del rottame precedente.
Un’occhiata veloce alle istruzioni che, anche se in svedese, erano davvero a prova di idiota. Per il primo carico ho impostato un lavaggio veloce (il timer sul display ti fa vedere quanto ci vorrà) e in quarto d’ora era finito. Mi ha invece sorpreso la durata della procedura di “asciugaggio”: mi aspettavo un tempo similare, magari di poco più lungo, e invece c’è voluta oltre un’ora. Era la prima volta in assoluto che maneggiavo un’asciugatrice. Per il primo giro sono stato tutto il tempo nello scantinato (giusto perché volevo assicurarmi di come funzionassero le cose) a leggere, ma per il secondo me ne sono tornato tranquillamente in casa: dubito seriamente che ci siano ladri di bucato da queste parti!

10 agosto 2009

Guidare

Archiviato in: Uncategorized — insvezia @ 19:39
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Il grande prato dell'Hagaparken d'estate

Il grande prato dell'Hagaparken d'estate

Oggi Lupo, il mio amico che si è fatto la grande guidata con me fino a Stoccolma e che è stato qui qualche giorno in vacanza, è ripartito per l’Italia: trovo quindi il tempo di tornare a scrivere sul blog in maniera regolare.

In questi giorni passati ho fatto fondamentalmente il turista, rivisitando posti che avevo già visto o vedendone di nuovi.

In particolare mi ha davvero colpito l’Hagaparken, un gigantesco parco nel nord di Stoccolma, che rispetto all’inverno (c’ero stato lo scorso febbraio) cambia radicalmente atmosfera: da suggestivi scorci glaciali al rilassante verde estivo.

Rispetto al tipico parco italiano, la prima cosa che colpisce è il silenzio: oddio… il parco non era “esattamente” affollatissimo (molti Stoccolmesi erano via per le vacanze, altri erano nel grande parco di Djurgården), ma l’impressione è che qui si venga per stare a contatto con la natura e rilassarsi. Niente suonatori di bongo, musica a volumi alti, gente che urla dietro al pallone o altre aberrazioni simili.

Per il resto, pur da turista, ho ricominciato a calarmi nella realtà di Stoccolma, sperimentando finalmente la guida in loco.

Premesso che, come già detto in passato, dell’automobile si può fare il più delle volte assolutamente a meno (conviene utilizzarla soprattutto la sera se si vuole rientrare tardi evitando il taxi, a patto di non bere), guidare qui è un’esperienza decisamente rilassante.
All’inizio bisogna superare l’impatto del fatto che la città è pensata a misura dei pedoni, e capita quindi di essere spesso bloccati dai semafori rossi. Questi ultimi, nel caso di attraversamenti pedonali, sono tutti attivati a richiesta dalla persona, cosa che permette comunque di ottimizzare il flusso. Nel centro di Stoccolma, inoltre, le zebre senza semaforo mi sembrano essere decisamente più rare che dalle nostre parti.

Quando però ti abitui a questi ritmi, ti rendi conto che è tutta una pacchia: gli automobilisti sono parecchio disciplinati, e non ti sfrecciano attorno da qualunque lato; gli scooter sono rarissimi (ma le biciclette sono tante e bisogna imparare a rispettare le piste ciclabili, sia da automobilista che da pedone); guidando in autostrada non c’è chi cambia corsia come un forsennato o chi ti si incolla al culo a duecento all’ora lampeggiando come l’idiota che è.

Assolutamente suggestiva la quantità di automobili americane d’epoca: fantastiche Pontiac o Chevrolet di quaranta anni fa che ti passano a fianco quotidianamente, conferendo fascino ai momenti on the road.

La cosa era dovuta al periodo delle ferie, ma devo dire che domenica (ieri) ho potuto girare per il centro città (non la città vecchia, chiaramente) con assoluta libertà, anche  grazie al fatto che i posteggi non si pagavano: abbiamo letteralmente parcheggiato dietro all’Historiska Museet.
Una volta dentro, una gentile signorina alla reception non ci ha fatto pagare l’ingresso, dato che mancavano solo quaranta minuti alla chiusura. Abbiamo avuto modo di vedere velocemente l’esposizione vichinga e quella sulla preistoria.

Domani si ricomincia: il piano per la mattina è di fare un salto alla skatteverket per vedere di farmi assegnare un codice fiscale provvisorio e riprovare ad aprire il conto in banca. Nel pomeriggio farò finalmente il bucato nella nuova lavatrice condominiale (mi sono messo in lista), e poi, se faccio in tempo, vorrei provare a fare un salto in piscina per riprendere la mia attività natatoria (e fisioterapia acquatica per problemi al ginocchio).

Nel frattempo, oggi, mi sono iscritto ad un corso di svedese baso presso la Folkuniversitetet. Il corso dovrebbe iniziare il 24 agosto, per quattro settimane, cinque giorni alla settimana, dalle 12:15 alle 14:30. Totale: 4800 corone (470 euro).

7 agosto 2009

Vasa

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Prosegue l’appendice vacanziera della mia avventura svedese, che continuerà fino a lunedi, quando Lupo rientrerà in Italia.

Ieri, dopo aver fatto colazione in Drottningatan, siamo andati a visitare il museo del Vasa, la spettacolare nave da guerra affondata nel diciassettesimo secolo durante il viaggio inaugurale e ripescata nella seconda metà del ventesimo secolo.

Il Vasa è uno dei luoghi turistici più visitati di Stoccolma, e il motivo è evidente: la nave è davvero maestosa e magnifica, seppur evidentemente costruita male (è troppo stretta e con poco spazio per la zavorra, motivo per cui si è ribaltata dopo neanche un chilometro e mezzo di viaggio). Una visita al museo è obbligatoria per chiunque venga a Stoccolma.

Nell’attesa che si smaltisse la coda ne abbiamo approfittato di un tour completo su una barca di una delle compagnie di Sightseeing: nulla di particolare, ma, almeno una volta, va probabilmente fatto.

6 agosto 2009

Arrivati!

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Partiti da Malmö in mattinata, abbiamo affrontato un tranquillissimo viaggio sulle autostrade svedesi.

Tappe in un caratteristico autogrill/pescheria dalle parti di Ljungby (c’ero già stato l’anno scorso), a Linköping dove abbiamo pranzato insieme all’altro espatriato Stefano “Riff”, a Norrköping per una breve visita turistica e, infine, arrivo nel tardo pomeriggio in quel di Stockholm.

Il tempo di portare a casa i bagagli e di sistemare un po’ di cose, e poi siamo andati a cenare dal pub irlandese O’Connells nella città vecchia.

Abbiamo trovato una splendida serata di agosto, con tanta gente in giro e una temperatura mite. Poi, a nanna presto, che oggi porto Lupo a fare il turista per i luoghi più caratteristici della città.

5 agosto 2009

A Malmö

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Un altro aggiornamento flash: siamo arrivati a Malmö questa sera alle 21 circa, dopo una sosta di tre ore a Lubecca, e una pausa di circa un’ora prima di riuscire ad imbarcarci a Puttgarden.

Malmö, che già conoscevo benino, è sempre splendida, in questa bella serata di agosto anche più del solito.

Domani si riparte, probabilmente in serata saremo a Stoccolma.

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4 agosto 2009

On our way

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Siamo in viaggio e va tutto bene!

Questa notte ci siamo fermati a Werneck, piccolo e suggestivo paesino tedesco in prossimità di una centrale nucleare.

Se tutto va bene e non incontriamo grossi intoppi, già questa sera potremmo essere a Malmö.

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